Le novità di Cinemainclasse: nuovi film e strumenti per affrontare l’inizio dell’anno scolastico

Inizia l’anno scolastico con Cinemainclasse: strumenti e novità per il 2025/2026

Ogni anno scolastico porta con sé nuove sfide e opportunità.  

Per i docenti, soprattutto, significa cercare strumenti che siano efficaci nel coinvolgere studenti, stimolando il pensiero critico e affrontando temi anche complessi, in modo accessibile. Cinemainclasse nasce per questo, e ogni anno continua ad evolversi, rispondendo alle esigenze e richieste della scuola di oggi.  

Per il 2025/2026, si arricchisce con 30 nuovi film, 2 percorsi tematici, schede di valutazione e una nuova sezione dedicata alle pillole cinematografiche. Solo l’inizio di un anno scolastico ricco di novità e cambiamenti! 

Film per la scuola: 30 novità in arrivo

Cuore pulsante del progetto di Cinemainclasse, il catalogo dei film è una raccolta di titoli accuratamente selezionati per gli utilizzi scolastici. 

A settembre si aggiungono 30 nuovi titoli adatti a tutte le età, perfetti per stimolare la discussione in classe, integrandosi facilmente nel percorso didattico. Le nuove opere affrontano temi cari agli studenti e agli insegnanti, come l’educazione civica, l’ambiente e la sostenibilità, l’affettività e le relazioni.  

Ogni film è: 

  • corredato da schede descrittive e materiali didattici pronti all’uso, per approfondire le visioni;
  • disponibile su MPLCgo, la piattaforma streaming inclusa, in versione multi-audio e sottotitolata.  

I titoli e i materiali aggiunti sono solo l’inizio: ogni mese la proposta si arricchisce, per fornire durante tutto l’anno scolastico nuove risorse.  

Due nuovi percorsi tematici

Cinemainclasse inizia l’anno scolastico con due nuovi percorsi tematici, progettati per trattare temi di rilievo e trasversali attraverso la visione di più film. 

  • Matematica: pensato per la scuola secondaria di I e II grado, il percorso propone una selezione di film collegati a temi logici e matematici, con materiali didattici e attività guidate che aiutano a stimolare la partecipazione attiva e ad avvicinare la disciplina in modo originale. 
  • Diversità e inclusione: rivolto alla scuola dell’infanzia e primaria, questo percorso propone film, attività e spunti per lavorare su empatia, identità, rispetto delle differenze e costruzione di relazioni inclusive. 

I percorsi sono completi di materiali scaricabili e adattati ai bisogni dei diversi gradi scolastici.  
La proposta dei percorsi crescerà nel tempo, seguendo da vicino le esigenze di chi insegna e l’evoluzione dei temi che la scuola è chiamata ad affrontare, tra urgenze educative e attualità.

Schede di valutazione: griglie pronte all’uso

Per rispondere alle richieste di molti docenti, i materiali didattici si arricchiscono di una nuova risorsa pensata per supportare il lavoro in classe: le schede di valutazione

Si tratta di griglie pratiche e pronte all’uso, disponibili nella versione per il docente, utili per valutare le attività svolte dagli studenti dopo la visione dei film. 
Un modo per integrare pienamente le proposte di Cinemainclasse nel percorso didattico, valorizzando il lavoro degli alunni con criteri chiari e coerenti. 

Pillole cinematografiche: una guida per leggere il linguaggio nascosto delle immagini

Guardare un film non significa solo seguire una trama, ma anche imparare a osservare come la storia viene raccontata. 
Per questo, i materiali didattici di Cinemainclasse includono da quest’anno le pillole cinematografiche: brevi spunti pensati per sviluppare conoscenze e consapevolezza su come leggere e comprendere il linguaggio audiovisivo, andando oltre la superficie delle immagini. 

Attraverso curiosità e riflessioni mirate, le pillole aiutano a cogliere ciò che non viene detto esplicitamente, a riconoscere suoni, colori, inquadrature e scelte registiche, stimolando così lo sguardo critico degli studenti. 
Un modo semplice ma efficace per trasformare la visione in un’occasione di apprendimento attivo e significativo. 


Gli strumenti di Cinemainclasse per una didattica innovativa

Cinemainclasse supporta i docenti nella visione di film con gli alunni, al fine di realizzare un nuovo modo di fare didattica.  Le novità introdotte per l’anno 2025/2026 confermano l’impegno verso una didattica che sia: 

  • Innovativa, perché attiva il pensiero critico e coinvolge attraverso le emozioni;
  • Inclusiva, perché i film parlano a tutti e facilitano la partecipazione;
  • Strutturata, grazie a materiali pronti all’uso e facilmente adattabili;
  • Legale, grazie alla licenza inclusa nell’abbonamento.


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Pier Paolo Pasolini a scuola: comprendere il presente attraverso la sua eredità

La morte di Pasolini: un anniversario che parla al presente

Il 2 novembre 1975 segna la morte di Pier Paolo Pasolini, una delle figure più lucide e coraggiose del Novecento italiano, ucciso brutalmente sulla spiaggia di Ostia. Sono trascorsi cinquant’anni, eppure il suo sguardo continua a interrogarci. Le sue parole ritornano nel dibattito pubblico e nei percorsi scolastici, come è accaduto anche alla Maturità 2025, dove il suo nome è riemerso come simbolo di libertà di pensiero e impegno civile. 
 
Poeta, scrittore e regista, Pasolini ha raccontato come pochi l’Italia del dopoguerra, restituendo dignità agli ultimi e denunciando la perdita di umanità in un mondo sempre più omologato. Aveva previsto, nei suoi scritti e nei suoi film, la trasformazione di un Paese che stava perdendo la propria identità culturale. La sua morte ha lasciato un vuoto, ma anche un’eredità di pensiero che attraversa le generazioni: un invito a non smettere di osservare la realtà con spirito critico, a difendere la diversità e a cercare la verità anche quando è scomoda. 

Ricordarlo oggi, nel giorno del suo anniversario, significa restituire ai ragazzi il valore di una voce libera e scomoda, che ha scelto di guardare il mondo con onestà e compassione. Ed è proprio attraverso i film di Pasolini, quelli che ne raccolgono l’eredità, che possiamo ancora ascoltare quella voce e farla risuonare in classe. 

Due film per riscoprire Pasolini a scuola con Cinemainclasse

Parlare di Pier Paolo Pasolini a scuola significa affrontare temi complessi che attraversano la sua opera e continuano a interrogare il presente. Cinemainclasse propone due titoli che, pur non appartenendo alla sua filmografia, offrono un punto d’ingresso nel suo universo poetico e civile: le stesse domande sull’identità, sulla libertà e sulla giustizia che attraversano tutta la sua opera. 

Con Alì ha gli occhi azzurri e La rabbia di Pasolini, gli insegnanti possono guidare un percorso di riflessione sul mondo che Pasolini aveva descritto e previsto: un mondo in cui le periferie, la diversità e le disuguaglianze diventano specchio della nostra società. 

Alì ha gli occhi azzurri – un film di Claudio Giovannesi

Locandina del film Alì ha gli occhi azzurri (2012) di Claudio Giovannesi, ispirato a una poesia di Pier Paolo Pasolini, con il protagonista Nader in primo piano.

Il titolo di Alì ha gli occhi azzurri nasce da una poesia di Pier Paolo Pasolini, contenuta nella raccolta Poesia in forma di rosa (1964). In quei versi, l’autore immagina un ragazzo straniero con “gli occhi azzurri”, simbolo di un’identità ibrida, sospesa tra due culture e due mondi. Pasolini vede in quella figura il futuro dell’Italia: un Paese destinato a trasformarsi, attraversato da nuovi volti, nuove lingue e nuovi confini sociali. 
Il film di Claudio Giovannesi raccoglie quella visione e la traduce nel presente. Nader, giovane di origini egiziane che vive a Ostia, è il nuovo “Alì”: vive in una continua tensione tra appartenenza e rifiuto, tra il desiderio di libertà e il bisogno di sentirsi accettato. Nel suo sguardo ribelle e vulnerabile si riflettono i temi centrali dell’opera pasoliniana: la marginalità, l’identità, la solitudine di chi è diverso, ma anche la bellezza di chi prova a costruire un futuro possibile. 
 
Proporre il film a scuola significa far emergere il legame tra il presente e la poetica pasoliniana, invitando gli studenti a riflettere su cosa significhi oggi sentirsi “diversi”, su come cambia l’identità in una società multiculturale e su quanto sia attuale la sensibilità di Pasolini verso gli ultimi. 

La rabbia di Pasolini – un film di Giuseppe Bertolucci

Locandina del film La rabbia di Pasolini (2008), diretto da Giuseppe Bertolucci: un documentario che rilegge l’opera incompiuta di Pier Paolo Pasolini attraverso filmati d’archivio e testi poetici.

La Rabbia di Pasolini (2008), diretto da Giuseppe Bertolucci, è un documentario che ricostruisce e reinterpreta un progetto incompiuto di Pier Paolo Pasolini. Il film nasce dal desiderio di restituire alla luce la versione originaria de La Rabbia (1963), un’opera in cui Pasolini aveva utilizzato filmati d’archivio e testi poetici per raccontare le contraddizioni di un mondo in rapido cambiamento.
Nella versione del 1963, la sua visione era stata in parte alterata dall’aggiunta di un secondo segmento curato da Giovanni Guareschi, che ne modificava il tono e l’intento. Bertolucci, più di quarant’anni dopo, tenta di ricomporre il mosaico pasoliniano, restituendo voce e coerenza al suo sguardo originario. 
Attraverso materiali d’epoca e scritti del poetaLa Rabbia di Pasolini diventa così un doppio omaggio: alla sua visione politica e al suo modo unico di usare il linguaggio cinematografico come strumento di pensiero critico. 

Proporlo in classe significa offrire agli studenti l’occasione di ascoltare la voce di Pasolini attraverso le immagini, scoprendo come il suo sguardo resti attuale nel leggere i conflitti del mondo contemporaneo. Il docente può usare questo film per aprire un confronto sull’informazione, sulla responsabilità collettiva e sul rapporto tra progresso e giustizia sociale, temi centrali nella sua poetica e ancora oggi di grande attualità.


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Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo: come affrontarla a scuola con attività e film

La Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo, che ricorre ogni anno il 7 febbraio, rappresenta per la scuola un’occasione preziosa: non solo per sensibilizzare, ma per lavorare in modo strutturato su temi complessi, spesso presenti nella quotidianità degli studenti. Chi lavora ogni giorno in classe sa che questi temi emergono fin troppo spesso: nei rapporti tra pari, nel linguaggio, nei silenzi, nei conflitti che attraversano la vita scolastica. 

Affrontare il bullismo a scuola significa quindi creare spazi di ascolto, riflessione e confronto, utilizzando strumenti adeguati all’età, al contesto e alle dinamiche della classe. 

In questo articolo vediamo come affrontare la giornata contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola, con attività didattiche mirate e film educativi pensati per accompagnare studenti e docenti in un percorso consapevole. 

Indice dei contenuti

Come affrontare bullismo e cyberbullismo in classe

Età, linguaggio e contesto: perché conta come se ne parla

Parlare di bullismo e cyberbullismo a scuola non significa solo scegliere cosa dire, ma soprattutto come dirlo. Ogni età vive questi fenomeni in modo diverso e li interpreta attraverso un proprio linguaggio, spesso lontano da quello degli adulti. 

Nella scuola primaria, ad esempio, il bullismo raramente viene nominato come tale: emerge attraverso esclusioni, dinamiche di gruppo, giochi che diventano ripetizione o prese in giro normalizzate. Qui il lavoro educativo passa dal rendere visibili le emozioni, dal nominare ciò che spesso resta implicito, dal far emergere il punto di vista dell’altro. 

Nella scuola secondaria, invece, il linguaggio cambia: i ragazzi riconoscono il fenomeno, ma faticano a collocarsi al suo interno. Il rischio non è tanto non capire cosa sia il bullismo, quanto non riconoscere il proprio ruolo, soprattutto quando si è “spettatori”. Nel caso del cyberbullismo, la distanza tra gesto e conseguenza rende ancora più difficile percepire l’impatto delle proprie azioni. 

Anche il contesto della classe è determinante. Una classe abituata al confronto reagirà in modo diverso rispetto a un gruppo più chiuso o segnato da dinamiche pregresse.  

Tenere conto di questi elementi non è un dettaglio, ma la condizione necessaria perché il tema venga accolto e non respinto.  

Attività, domande e tempi: cosa serve davvero in classe

Quando si lavora su bullismo e cyberbullismo, ciò che fa la differenza non è l’attività in sé, ma come viene accompagnata

In classe, una conversazione può partire da una situazione osservata dall’esterno (una storia, un personaggio, un episodio narrato) che permetta agli studenti di prendere parola senza sentirsi direttamente esposti. Le domande non servono a ottenere risposte corrette, ma a spostare lo sguardo: cosa avresti fatto al posto di…?cosa rende difficile intervenire?quando una battuta smette di essere un gioco? 

Nella primaria, le attività privilegiano l’osservazione e l’immedesimazione; nella secondaria, possono diventare più argomentative, chiedendo agli studenti di prendere posizione, di riflettere sul silenzio, sulla responsabilità e sulle conseguenze, anche nel contesto digitale. 

Il tempo è un elemento educativo centrale. Alcune riflessioni hanno bisogno di essere riprese, rilette ed attraversate più volte. È in questa continuità che il lavoro in classe smette di essere un intervento occasionale e diventa un percorso vero e proprio. 

Il ruolo dei film nel racconto sul bullismo

Nel lavoro su bullismo e cyberbullismo, uno dei rischi più frequenti è la frammentazione: un’attività isolata, una discussione intensa ma breve, un momento che resta scollegato dal resto del percorso educativo. I film possono diventare un antidoto a questa discontinuità, a patto che non vengano usati come semplice “spunto occasionale”. 

Il linguaggio cinematografico offre una distanza preziosa. Permette agli studenti di osservare situazioni complesse senza essere immediatamente chiamati in causa, di riconoscere dinamiche relazionali dall’esterno e di riflettere su emozioni e comportamenti che, se affrontati in modo diretto, risulterebbero più difficili da nominare. 

Un film, però, non lavora solo nel momento della visione. Continua a produrre effetti prima e dopo: prepara il terreno, apre domande, rende possibile tornare su un tema con maggiore profondità. La forza dei film sta anche nella loro capacità di adattarsi a età e contesti diversi. La stessa storia può essere letta in modi differenti, generare riflessioni che cambiano, sostenere attività adattabili a seconda del grado scolastico. Ciò che cambia non è il contenuto, ma lo sguardo con cui lo si attraversa. 

Quando inseriti all’interno di un percorso strutturato, i film permettono di tornare sui temi del bullismo e del cyberbullismo senza ripetizioni meccaniche, ma con nuovi livelli di consapevolezza. Offrono un filo narrativo che tiene insieme attività, domande e tempi, rendendo il lavoro in classe più coerente e significativo. 

Il ragazzo dai pantaloni rosa come punto di partenza 

Locandina del film Alì ha gli occhi azzurri (2012) di Claudio Giovannesi, ispirato a una poesia di Pier Paolo Pasolini, con il protagonista Nader in primo piano.

Il ragazzo dai pantaloni rosa è un film che si presta al lavoro in classe perché non semplifica il tema del bullismo, ma ne mostra le responsabilità diffuse e l’intreccio tra vita scolastica e dimensione digitale. 

La storia di Andrea permette di osservare come il bullismo non nasca da un singolo episodio, ma si costruisca nel tempo: attraverso piccole umiliazioni, silenzi, tradimenti della fiducia e, soprattutto, attraverso lo sguardo del gruppo. I pantaloni rosa non sono solo un simbolo di diversità, ma diventano il pretesto visibile per legittimare l’esclusione e normalizzare la violenza.

In classe, il film consente di lavorare su più livelli. 
Con gli studenti più piccoli, l’attenzione può concentrarsi sulle emozioni del protagonista, sul senso di esclusione e sull’importanza dell’amicizia come spazio di protezione. Le domande possono partire da ciò che Andrea prova e da come cambiano i suoi comportamenti quando viene preso di mira, aiutando i bambini a riconoscere situazioni simili nella quotidianità  

Nella scuola secondaria, il racconto apre invece a riflessioni più complesse:  il ruolo degli spettatori e il peso del silenzio; la responsabilità delle istituzioni scolastiche; la differenza tra conflitto e violenza sistematica; il cyberbullismo come estensione della persecuzione, che non si ferma fuori dalla scuola.

Alcune scene chiave (ad esempio, il tradimento in classe, l’episodio dei pantaloni rosa, la scoperta dell’odio online) permettono di guidare il confronto senza forzature, lasciando emergere domande piuttosto che risposte immediate. Il film, infatti, non indica soluzioni, ma mette in evidenza ciò che spesso viene sottovalutato, ovvero l’accumulo, la solitudine e l’assenza di interventi tempestivi

Usato come punto di partenza, Il ragazzo dai pantaloni rosa consente di costruire un percorso che va oltre la visione, aiutando gli studenti a leggere le dinamiche del bullismo come fenomeno collettivo e non come problema individuale.
È proprio questa possibilità di osservare, tornare sulle scene e adattare il lavoro all’età della classe a rendere il film uno strumento educativo efficace, soprattutto in occasione del 7 febbraio. 


Cinemainclasse: un supporto per parlare di bullismo e cyberbullismo a scuola

Cinemainclasse nasce per supportare i docenti nell’uso del cinema come strumento didattico, offrendo: 

  • film selezionati per la scuola 
  • percorsi tematici strutturati 
  • attività differenziate per grado scolastico 
  • materiali di approfondimento pronti all’uso 

Un approccio che permette di affrontare temi come bullismo e cyberbullismo con consapevolezza, metodo e continuità
Per maggiori informazioni, puoi contattarci telefonicamente al numero 06 9075108 oppure compilare il form qui sotto.

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